viernes, 2 de febrero de 2007

ok, ok

Lo penso, lo dico, riguardo al post precedente.

Ha molto a che fare.

Mi stanno sulle palle gli amici del mio migliore amico.

Il peggio è che spesso sento che lui somiglia tanto a loro, che lui si trasforma o vuol far parte di quel mondo (modo di essere e di vedere la vita, la gente, se stessi).

Pensatori dilettanti, privi di qualsiasi altra sensibilità che non sia quella che alimenta il loro pauperrimo ego.

Dilettanti pensatori, dilettanti creativi.

Disegnano solo ombre di conigli sul muro.

Sono tanto antipatici gli amici del mio migliore amico, se ancora così posso considerarlo, che mi viene dubbio, almeno sulla parola "migliore", tanto per non esagerare.


2 comentarios:

bianca dijo...

Disagio, vero? Si prova disagio quando la persona che pensi di capire meglio te la ritrovi a condividere con altri cose e pensieri che tu non puoi proprio accettare. Cos'è un amico, ti chiedi?

Motita dijo...

Bianca:
Mi hai interpretata. Ecco la parola giusta "Disagio". É una storia strana, un amico da anni col quale si condividevano molti momenti e da un tempo questo é cambiato, boh storia lunga che mi riempie di riflessioni e perplessitá.